L’attacco finale alla democrazia è iniziato!
Berlusconi e i suoi sferrano il colpo definitivo
alla libertà della rete internet per metterla sotto controllo.
Ieri nel voto finale al Senato che ha approvato
il cosiddetto pacchetto sicurezza
(disegno di legge 733),
tra gli altri provvedimenti scellerati
come l’obbligo di denuncia per i medici
dei pazienti che sono immigrati clandestini
e la schedatura dei senza tetto,
con un emendamento del senatore Gianpiero D’Alia (UDC),
è stato introdotto l‘articolo 50-bis,
“Repressione di attività di apologia o istigazione
a delinquere compiuta a mezzo internet“.
Il testo la prossima settimana approderà alla Camera.
E nel testo approdato alla Camera l’articolo
è diventato il nr. 60.
Anche se il senatore Gianpiero D’Alia (UDC)
non fa parte della maggioranza al Governo,
questo la dice lunga sulla trasversalità del disegno
liberticida della “Casta” che non vuole scollarsi dal potere.
In pratica se un qualunque cittadino che magari scrive
un blog dovesse invitare a disobbedire a
qualche provvedimento che ritiene ingiusto,
i provider dovranno bloccarlo.
Questo provvedimento può obbligare i provider
a oscurare un sito ovunque si trovi,
anche se all’estero.
Il Ministro dell’interno, in seguito a comunicazione
dell’autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto
l’interruzione della attività del blogger,
ordinando ai fornitori di connettività alla rete
internet di utilizzare gli appositi strumenti
di filtraggio necessari a tal fine.
Si stanno dotando delle armi per bloccare in Italia
Facebook, Youtube, il blog di Beppe Grillo
e tutta l’informazione libera che viaggia in rete
e che nel nostro Paese è ormai l’unica
fonte informativa non censurata.
Vi ricordo che il nostro è l’unico Paese
al mondo, dove una media company, Mediaset,
ha chiesto 500 milioni di risarcimento a YouTube.
Vi rendete conto?
Quindi il Governo interviene per l’ennesima volta,
in una materia che vede un’impresa del presidente
del Consiglio in conflitto giudiziario e d’interessi.
Dopo la proposta di legge Cassinelli e l’istituzione
di una commissione contro
la pirateria digitale e multimediale
che tra poco meno di 60 giorni dovrà presentare
al Parlamento un testo di legge su questa materia,
questo emendamento al “pacchetto sicurezza”
di fatto rende esplicito il progetto del Governo
di “normalizzare” il fenomeno che intorno ad internet
sta facendo crescere un sistema di relazioni e
informazioni sempre più capillari che non si riesce a dominare.
Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet?
Chi non può farlo pensa bene di censurarlo e d
i far diventare l’Italia come la Cina e la Birmania.
Oggi gli unici media che hanno fatto rimbalzare
questa notizia sono stati Beppe Grillo dalle colonne
del suo blog e la rivista specializzata Punto Informatico.
Fate girare questa notizia il più possibile.
E’ ora di svegliare
le coscienze addormentate degli italiani.